di Michele Vidone 

Una richiesta di maggiore impegno nel contrasto alla povertà educativa, alla dispersione scolastica e al disagio giovanile arriva dalle voci di circa un migliaio di manifestanti scesi in piazza a Napoli.

Il corteo, aperto da uno striscione con la scritta “Liberiamo Napoli dalle violenze. Stop the war”, è partito da piazza Garibaldi ed è proseguito in direzione del Duomo. Durante il percorso è stato intercettato anche dall’arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia, tra i promotori di un’iniziativa che punta a mettere in rete scuole, istituzioni, Chiesa, terzo settore, sindacati e società civile. Battaglia ha sottolineato la necessità di una responsabilità collettiva verso i giovani e l’importanza di una “comunità educante” capace di accompagnare chi è in difficoltà.

In piazza erano presenti bandiere della pace, di Libera, dell’Anpi e di varie associazioni e sindacati, tra cui Cgil e Uil. Numerose anche le realtà firmatarie dell’appello alla base della mobilitazione, insieme a rappresentanti delle istituzioni locali e del mondo sociale.

Al centro della protesta la richiesta di rafforzare il Patto educativo e superare la frammentazione degli interventi, costruendo politiche strutturali e non episodiche. I manifestanti chiedono inoltre nuovi strumenti normativi, come un “decreto comunità” e una legge regionale sull’educativa di comunità.

Secondo i rappresentanti presenti, tra cui esponenti del Comune e della Regione, il tema del disagio giovanile deve diventare centrale nell’agenda pubblica, con un impegno costante e condiviso per contrastare violenza e marginalità sociale.

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