di Michele Vidone
“Hai lasciato un dolore che non passerà mai del tutto, perché eri una parte importante delle nostre vite e dei nostri cuori”. È la frase riportata sullo striscione affisso all’esterno della chiesa di Sant’Alfonso e San Gerardo, nel quartiere Miano di Napoli, in occasione dei funerali di Lorenzo Spasiano, il 21enne ucciso all’alba del 24 giugno con un colpo di pistola al petto.
Già mezz’ora prima dell’inizio della cerimonia la chiesa era gremita, con centinaia di persone presenti sia all’interno che sul sagrato. L’ingresso della bara bianca è stato accolto da un lungo e commosso applauso.
Molti partecipanti, soprattutto giovani, indossavano magliette bianche con la fotografia di Lorenzo e la scritta “L.S. 19 – Per sempre con noi”. Presenti anche i colleghi della società di ponteggi presso cui lavorava il giovane, riuniti con le loro divise arancioni, oltre ai volontari dell’Anpas Croce Italia. Al termine della funzione erano pronti a essere liberati in cielo decine di palloncini bianchi.
Durante l’omelia, padre Salvatore ha ricordato Lorenzo come “un ragazzo di pace, come tanti ragazzi onesti e lavoratori cresciuti in un rione popolare dove il sangue ha bagnato tante volte le strade. Questa volta si è trattato di sangue innocente”. Rivolgendosi ai presenti ha aggiunto: “Se volete onorare Lorenzo non bastano gli striscioni e le magliette, bisogna cambiare mentalità”. Alla parola “basta”, pronunciata con forza dal parroco, l’assemblea ha risposto con un lungo applauso.
Nel corso della celebrazione è stato letto anche un messaggio dell’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, assente alla cerimonia: “Avrei voluto essere lì, è un’assenza che vivo con sofferenza. Ogni volta che muore un giovane in modo violento, muore una speranza per il futuro. Questa città continua a piangere i suoi figli; dobbiamo diventare una comunità capace di generare speranza e futuro”.
