Torna il maltempo in Campania, dove la Protezione Civile regionale ha diramato un’allerta meteo di colore arancione, in vigore dalla mezzanotte e per l’intera giornata di mercoledì 21 ottobre, a causa del peggioramento delle condizioni atmosferiche e del rischio di precipitazioni localmente intense, accompagnate da rovesci e temporali che potrebbero provocare criticità sul territorio.

L’avviso riguarda quattro zone della regione: la zona 1, che comprende la Piana campana, Napoli, le isole del Golfo e l’area vesuviana; la zona 2, corrispondente all’Alto Volturno e al Matese; la zona 3, che include la penisola sorrentino-amalfitana, i Monti di Sarno e i Monti Picentini; e la zona 4, relativa all’Alta Irpinia e al Sannio. Sul resto della Campania, invece, è stata disposta un’allerta meteo di colore giallo, che segnala comunque la possibilità di fenomeni atmosferici potenzialmente in grado di determinare disagi e situazioni di rischio.

Le precipitazioni sono attese soprattutto nel corso della prima parte della giornata e potranno presentarsi in forma locale o sparsa, con rovesci e temporali anche di moderata o forte intensità. La particolare intensità dei fenomeni potrebbe determinare un diffuso dissesto idrogeologico e criticità di natura idraulica localizzate, rendendo necessario mantenere alta l’attenzione, soprattutto nelle aree maggiormente esposte agli effetti delle piogge e nei territori caratterizzati da condizioni di fragilità del suolo.

Tra i principali rischi segnalati dalla Protezione Civile figurano possibili frane e cadute di massi, fenomeni che potrebbero essere favoriti anche dalle conseguenze degli incendi boschivi verificatisi in precedenza sul territorio, i quali possono compromettere la capacità del terreno di assorbire l’acqua piovana e aumentare la vulnerabilità dei versanti in caso di precipitazioni abbondanti. Le condizioni meteorologiche previste potrebbero inoltre favorire significativi ruscellamenti superficiali, con il conseguente trasporto di detriti e materiali lungo le strade e nelle aree maggiormente esposte.

Particolare attenzione viene rivolta anche ai corsi d’acqua minori, per i quali è possibile un innalzamento dei livelli idrometrici con conseguenti esondazioni e inondazioni delle aree limitrofe, soprattutto in presenza di criticità locali come tombature, restringimenti degli alvei e difficoltà nel regolare deflusso delle acque. Non si esclude, inoltre, il rischio di allagamenti nei locali interrati e ai piani terra degli edifici, così come la formazione di accumuli d’acqua sulle sedi stradali e possibili rigurgiti dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche, con conseguenti tracimazioni e coinvolgimento delle zone urbane depresse.

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