di Michele Vidone
Al processo per l’omicidio di Martina Carbonaro, la 14enne uccisa il 26 maggio 2025 ad Afragola, in provincia di Napoli, ha deposto davanti alla Corte di Assise di Napoli un’ex fidanzata di Alessio Tucci, imputato reo confesso. La giovane ha raccontato di essere stata portata dall’ex in un casolare prima di Pasqua 2025, lo stesso luogo in cui sarebbe stata condotta Martina. «Avevo solo una sensazione strana: che potevo essere anche io la vittima», ha dichiarato in aula, facendo emergere il timore che quanto accaduto alla quattordicenne potesse succedere anche a lei. Durante l’udienza era presente anche il legale dei genitori della vittima, Sergio Pisani, mentre la giovane indossava una maglietta con la scritta “Giustizia per Martina: mai più sola, mai più vittima”.
Particolarmente dolorose le parole della madre di Martina, Enza Cossentino, che fuori dal tribunale ha espresso tutta la sua rabbia e disperazione: «Io Tucci l’ho trattato come un figlio e lui mi ha pugnalato». La donna ha chiesto giustizia, auspicando una condanna all’ergastolo e dichiarando di voler guardare l’imputato negli occhi per sapere perché abbia ucciso sua figlia. La Corte ha accolto la richiesta di far deporre Tucci il prossimo 10 novembre, in aula ma protetto da un paravento. Nel corso dell’udienza ha testimoniato anche un 21enne conosciuto da Martina online, con cui la ragazza aveva instaurato un rapporto pochi giorni prima della tragedia. Il giovane ha raccontato che, il giorno della scomparsa, Martina gli aveva riferito di dover incontrare Alessio, prima che le comunicazioni si interrompessero improvvisamente. La madre ha infine lanciato un appello contro la violenza sulle donne, invitando tutti a far sentire la propria voce in vista del 25 novembre.
