di Michele Vidone 

Martina Carbonaro era già morta quando Alessio Tucci si mostrava tranquillo, tanto da arrivare a offrire il caffè ai carabinieri che si presentarono a casa della sua ex per acquisire gli effetti personali della 14enne. Lo ha raccontato in aula Fiorenza Cossentino, madre di Martina, durante la sua deposizione davanti alla Corte di Assise di Napoli. La donna ha ripercorso i giorni della scomparsa e del ritrovamento del corpo nel casolare abbandonato vicino allo stadio Moccia di Afragola, dove la ragazza fu uccisa con quattro colpi alla testa inferti con un masso di cemento. Ha ricordato anche la partecipazione di Tucci e del padre Domenico alle ricerche e una frase pronunciata dall’imputato: “Sicuramente sta in qualche casone”, rivelatasi poi drammaticamente profetica.

Durante l’udienza Fiorenza Cossentino ha ricordato anche i sogni della figlia, che voleva frequentare l’Alberghiero e un giorno aprire un ristorante. La testimonianza è stata particolarmente dolorosa e la donna è scoppiata in lacrime. Prima di lei era stata ascoltata, protetta da un paravento, l’amica minorenne che trascorse con Martina le sue ultime ore: ha raccontato che i due avevano deciso di separarsi e che quel giorno stavano discutendo pacatamente. “Non sapevo di atteggiamenti violenti da parte di lui”, ha spiegato, aggiungendo che Martina aveva lasciato Alessio perché non lo amava più e aveva conosciuto un altro ragazzo.

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