di Michele Vidone
Sei operatori sanitari dell’Asl di Caserta, tra dirigenti medici e infermieri, sono stati sospesi dal servizio per dodici mesi nell’ambito di un’inchiesta sui cosiddetti “furbetti del cartellino”.
Il provvedimento interdittivo è stato eseguito dai carabinieri del NAS di Caserta su disposizione del gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della Procura della Repubblica.
Secondo gli investigatori, gli indagati avrebbero attestato falsamente la propria presenza sul luogo di lavoro per poi allontanarsi durante l’orario di servizio per motivi personali, pur risultando formalmente in attività.
Le accuse contestate, a vario titolo, sono false attestazioni o certificazioni e truffa aggravata ai danni di un ente pubblico.
L’indagine è partita da servizi di osservazione e pedinamento effettuati dai militari del NAS, che avrebbero documentato allontanamenti sistematici dalla struttura sanitaria. Successivamente la magistratura ha autorizzato l’installazione di telecamere nascoste nei pressi degli accessi e delle postazioni per la timbratura dei badge.
Le immagini raccolte e il monitoraggio sul territorio avrebbero consentito di ricostruire il presunto sistema fraudolento: i dipendenti timbravano il cartellino per attestare la presenza e subito dopo lasciavano il posto di lavoro.
La misura cautelare impedisce ai sei destinatari di svolgere attività lavorativa non solo presso l’Asl di appartenenza, ma anche in qualsiasi altra struttura pubblica o convenzionata con il Servizio sanitario nazionale.
