di Michele Vidone
La Campania dovrebbe chiudere il 2026 con una crescita del prodotto interno lordo dello 0,8%, collocandosi di fatto a metà classifica tra le regioni italiane e al di sotto della stima media nazionale, pari allo 0,9%.
Di contro, Napoli sarebbe al quarto posto assoluto tra i capoluoghi di regione, con una crescita del Pil stimata all’1,5% a fine 2026, dietro soltanto a Bolzano (1,8%), Roma e Milano (1,6%) e decisamente sopra la media nazionale dello 0,9%.
È quanto emerge dalle stime di crescita territoriale del Centro Europa Ricerche (Cer) per Confesercenti, elaborate attraverso il modello econometrico del Cer a partire dalle ultime previsioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio, che fissano allo 0,9% la crescita del Pil italiano nel 2026.
Napoli risulta invece al secondo posto tra i capoluoghi di regione per le stime relative all’inflazione: lo studio del Cer per Confesercenti la colloca al 3,5% a fine anno, preceduta soltanto da Reggio Calabria (4,3%) e al di sopra, tra le altre, di Bolzano e Roma, entrambe al 3,4%.
«In un periodo in cui l’unica certezza sembra essere il caldo tropicale che ci accompagnerà per tutto agosto, i numeri danno qualche soddisfazione – commenta Nico Gronchi, presidente di Confesercenti –. Le previsioni sul Pil migliorano e l’inflazione resta, nella media nazionale, sotto la soglia del 3%. È presto per dire quanto il caldo torrido peserà sull’andamento dell’economia e sulle scelte di spesa delle famiglie: qualche effetto ci sarà. L’auspicio è che le stime indicate oggi vengano confermate, se non migliorate».
«Resta il fatto – prosegue Gronchi – che i territori viaggiano a velocità molto diverse tra loro, anche all’interno delle stesse aree amministrative. Metà della crescita attesa per il 2026 si concentra in cinque città: le economie urbane sono ormai un motore autonomo dello sviluppo nazionale e bisogna partire da qui.
Le politiche per lo sviluppo urbano devono essere considerate a tutti gli effetti uno dei pilastri della strategia di crescita del nostro Paese. In questo senso, misure volte a tutelare il tessuto commerciale delle città, ad assicurare il corretto equilibrio fra domanda e offerta di abitazioni e, non da ultimo, a governare flussi turistici sempre più intensi costituiscono strumenti fondamentali per consolidare il processo di crescita dell’intero Paese».
