Si avvia verso una possibile conclusione il procedimento extragiudiziale relativo alla richiesta di risarcimento avanzata dalla famiglia del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di quasi due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio scorso dopo un trapianto di cuore non andato a buon fine. La vicenda, che ha profondamente colpito l’opinione pubblica e il mondo sanitario, è attualmente al centro di una trattativa tra i legali della famiglia e l’ospedale Monaldi di Napoli, con un esito che potrebbe arrivare già nelle prossime settimane.
Il confronto tra le parti si svolge nell’ambito della procedura extragiudiziale avviata per valutare le richieste risarcitorie presentate dai familiari del bambino attraverso il loro legale, l’avvocato Francesco Petruzzi. Al centro della vicenda vi sono le conseguenze del trapianto cardiaco eseguito il 23 dicembre 2025 presso il presidio ospedaliero napoletano e il successivo decesso del piccolo avvenuto due mesi dopo.
Secondo il calendario stabilito, il percorso di valutazione dovrebbe concludersi il prossimo primo luglio, data in cui è prevista una nuova riunione del Comitato Valutazioni Sinistri dell’azienda ospedaliera. Prima dell’appuntamento decisivo è stato fissato un ulteriore incontro di approfondimento per il 22 giugno, passaggio ritenuto importante per completare l’analisi della documentazione e degli elementi tecnici raccolti nel corso dell’istruttoria.
La procedura extragiudiziale rappresenta uno strumento volto a favorire una possibile definizione della controversia senza ricorrere immediatamente alle vie giudiziarie, consentendo alle parti di confrontarsi su responsabilità, danni e possibili forme di ristoro. L’esito degli incontri programmati nelle prossime settimane sarà dunque determinante per comprendere se si potrà giungere a un accordo oppure se la vicenda proseguirà nelle sedi competenti.
Il caso di Domenico Caliendo ha suscitato particolare attenzione per la giovane età del bambino e per la complessità della vicenda clinica che ha preceduto il trapianto e il successivo decesso. La famiglia continua a chiedere chiarezza sulle circostanze che hanno portato alla tragica conclusione della storia, mentre la struttura sanitaria è impegnata nelle valutazioni previste dalla procedura interna di gestione dei sinistri.
