Lo sciopero di 24 ore proclamato dal sindacato Orsa sulle linee vesuviane Eav riaccende la protesta dei pendolari, che denunciano una gestione definita “profondamente iniqua” da parte dell’azienda di trasporto regionale. Nel mirino dei comitati civici finisce soprattutto la scelta di concentrare uomini e mezzi sulla linea di Sorrento, considerata strategica per il turismo, penalizzando invece le tratte dell’entroterra vesuviano. A firmare la nota congiunta sono Enzo Ciniglio, presidente del Comitato Pendolari Vesuviani, Salvatore Alaia, presidente del comitato civico E(a)vitiamolo Sperone, Marcello Fabbrocini del comitato civico Cifariello Ottaviano e Salvatore Ferraro, portavoce del gruppo Facebook Circumvesuviana-Eav.

Secondo i rappresentanti dei pendolari, durante le agitazioni sindacali o nei momenti di carenza di personale, Eav continuerebbe ad adottare criteri discriminatori nella distribuzione dei servizi minimi. “Abbiamo assistito al sistematico dirottamento di uomini e mezzi verso la sola linea di Sorrento, l’unica considerata vetrina per il turismo”, denunciano i comitati.

Le tratte per Sarno, Baiano, Scafati e Poggiomarino sarebbero invece state fortemente ridimensionate, con conseguenze pesanti per migliaia di utenti. I pendolari parlano apertamente di “territori abbandonati” e accusano l’azienda di creare una distinzione tra cittadini e viaggiatori, arrivando a definire gli utenti delle linee interne come “cittadini di serie B”.

“La strategia aziendale sembra seguire una logica puramente commerciale: un cittadino dell’hinterland vesuviano vale meno di un turista straniero”, sostengono i firmatari della nota, precisando di non contestare il diritto allo sciopero dei lavoratori ma piuttosto “la gestione politica e tecnica” dei vertici aziendali. Da qui l’appello rivolto alle istituzioni regionali affinché intervengano per garantire pari dignità a tutti i viaggiatori, indipendentemente dalla tratta utilizzata. “La mobilità è un diritto universale, non un privilegio riservato alle linee turistiche”, concludono i rappresentanti dei pendolari.

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