di Michele Vidone
Un drone è riuscito a introdurre droga nel carcere di Poggioreale, a Napoli, nonostante il tentativo della polizia penitenziaria di intercettarlo e neutralizzarlo. Il velivolo, ritenuto particolarmente sofisticato, è riuscito a raggiungere una cella, dove gli agenti sono intervenuti immediatamente, bloccando il locale e sequestrando 600 grammi di hashish.
Nel corso di ulteriori controlli all’interno dell’istituto, la polizia penitenziaria ha rinvenuto e sequestrato altri 400 grammi di hashish in una seconda cella, per un totale di un chilogrammo di sostanza stupefacente.
L’operazione è stata elogiata dal sindacato Uspp, che ha sottolineato la professionalità degli agenti impegnati nei controlli. Il presidente Giuseppe Moretti e il segretario regionale Ciro Auricchio hanno evidenziato come la polizia penitenziaria sia chiamata a fronteggiare quotidianamente l’impiego di tecnologie sempre più avanzate, come i droni, utilizzati dalla criminalità organizzata per introdurre droga e telefoni cellulari negli istituti di pena.
Il sindacato rinnova quindi la richiesta di dotare le carceri di strumenti più efficaci, come sistemi anti-drone e jammer, per contrastare queste attività illecite e rafforzare la sicurezza. Inoltre, viene ribadita la necessità di colmare il deficit di organico, che continua a gravare sul lavoro degli agenti, soprattutto durante il periodo estivo.
