di Michele Vidone
Un’inchiesta della Procura di Napoli su presunte irregolarità legate a corsi di formazione, lauree e master dell’Università Telematica Pegaso coinvolge attualmente 40 indagati e riguarda oltre 4.200 iscrizioni ritenute sospette.
Tra i diversi filoni investigativi vi è quello relativo agli esami a distanza. Secondo gli inquirenti, durante alcune prove sarebbero stati utilizzati software di accesso remoto come TeamViewer e AnyDesk sui dispositivi degli studenti, consentendo a terzi di intervenire durante gli esami. Inoltre, sarebbero stati condivisi in anticipo panieri contenenti domande e risposte.
L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Ferrigno e dai sostituti procuratori Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francescapaola Colonna Romano, si concentra anche su presunte anomalie nelle procedure di immatricolazione, nel riconoscimento dei crediti formativi, nello svolgimento dei tirocini e nel conseguimento di titoli accademici senza il possesso dei requisiti previsti dalla legge.
Le contestazioni riguardano in particolare i corsi per educatori professionali socio-pedagogici, ma anche corsi di laurea, master e percorsi post-laurea. Secondo la ricostruzione degli investigatori, sarebbe esistito un vero e proprio “mercimonio di corsi, titoli e attestati formativi”.
Tra gli indagati figurano l’imprenditore Danilo Iervolino, fondatore e proprietario di Pegaso fino al maggio 2022, e Andrea Buonomo, già direttore operativo e commerciale del gruppo Multiversity. Le ipotesi di reato comprendono, a vario titolo, associazione per delinquere, corruzione, induzione indebita, falsità ideologica e altri reati contro la pubblica amministrazione e la fede pubblica.
La Guardia di Finanza ha già eseguito perquisizioni personali, domiciliari e informatiche. Le indagini hanno portato anche a sequestri, la cui legittimità è stata confermata dal Tribunale del Riesame in diversi procedimenti.
Tra i testimoni ascoltati compare anche la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, estranea ai fatti contestati. Il Ministero dell’Università ha collaborato con gli investigatori nel corso degli accertamenti.
Fonti vicine all’ateneo sottolineano che l’università avrebbe avviato un audit interno, presentando un esposto alle autorità e segnalando presunte irregolarità riconducibili a un numero limitato di studenti e ad alcuni ex dipendenti, successivamente allontanati. Pegaso si considera parte lesa nel procedimento.
Secondo gli investigatori, i fatti contestati sarebbero iniziati nel periodo in cui l’ateneo era guidato da Iervolino e sarebbero proseguiti fino al 2025, con l’obiettivo di ampliare il numero degli iscritti e incrementare i ricavi derivanti dall’offerta formativa.
Nel frattempo, il Ministero dell’Università è intervenuto sul settore delle università telematiche con il decreto ministeriale n. 1835 del 2024, introducendo regole più stringenti per la didattica a distanza e prevedendo il ritorno degli esami in presenza come modalità ordinaria.
