di Michele Vidone
Si sottopone a un intervento di addominoplastica ma i medici si dimenticano un paio di forbici chirurgiche nell’addome. È quanto denuncia una donna di 53 anni, originaria di Casandrino, nel Napoletano, ma residente in provincia di Piacenza, che ha presentato denuncia alla Polizia di Stato.
L’intervento sarebbe stato eseguito il 25 ottobre 2025 in una clinica privata di Napoli. Dopo le dimissioni, mentre si trovava a casa dei genitori, la donna avrebbe iniziato ad accusare forti dolori, malori e persino episodi di perdita di coscienza.
Preoccupata per il peggioramento delle sue condizioni, la 53enne ha contattato il 118. I sanitari le avrebbero consigliato un ricovero immediato, ma la donna ha preferito rivolgersi nuovamente al chirurgo che l’aveva operata. Secondo quanto riportato nella denuncia, il medico avrebbe inizialmente minimizzato i sintomi, attribuendoli al normale decorso post operatorio. Dopo alcuni esami che evidenziavano un’infezione, le sarebbe stata prescritta una terapia antibiotica.
Nonostante la cura, i disturbi sono proseguiti. Il medico curante della donna ha quindi disposto una Tac, effettuata il 7 maggio scorso in un centro diagnostico napoletano. L’esame avrebbe rivelato la presenza di un oggetto metallico nell’addome: una forbice chirurgica.
Sempre secondo il racconto contenuto nella denuncia, la dottoressa del centro diagnostico avrebbe contattato direttamente il chirurgo che aveva eseguito l’operazione, invece di indirizzare subito la paziente al pronto soccorso. Il medico avrebbe quindi suggerito alla donna di sottoporsi a un nuovo intervento nella stessa clinica privata dove era stata operata in precedenza.
“Ma io desistevo – scrive la 53enne nella denuncia – e decidevo di avvalermi dell’ospedale Fatebenefratelli”.
La donna sostiene inoltre di essere stata contattata più volte dalla moglie del chirurgo, che avrebbe cercato di convincerla a tornare nella stessa struttura sanitaria per la rimozione delle forbici.
Assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, la 53enne riceverà supporto anche dalla fondazione dedicata al piccolo Domenico Caliendo, il bambino morto a Napoli dopo un trapianto di cuore fallito.
Nei prossimi giorni è previsto l’intervento chirurgico per la rimozione dello strumento. Il legale della donna ha annunciato inoltre un’integrazione della denuncia in relazione al comportamento adottato dalla dipendente del centro diagnostico presso cui è stata eseguita la Tac.
