di Michele Vidone 

È stato posto agli arresti domiciliari un imprenditore edile di 37 anni di Caivano, datore di lavoro di Salvatore Calignano, l’operaio morto il 3 ottobre scorso all’ospedale di Giugliano in Campania dopo essere precipitato da un capannone, dove stava effettuando lavori con altri due operai. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri su disposizione del gip del Tribunale di Napoli Nord. L’uomo è accusato di omicidio colposo e omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Nell’inchiesta è indagato anche il proprietario del capannone, committente dei lavori. Secondo quanto accertato dalla Procura, sia Calignano sia gli altri due operai lavoravano in nero.

Gli ultimi accertamenti, supportati dalle immagini delle telecamere di sorveglianza e dalle testimonianze di alcune persone presenti, hanno chiarito che Calignano fu soccorso nel punto in cui era caduto da un’altezza di circa otto metri e che nessuno lo spostò prima dell’arrivo dei soccorsi. Sul posto si trovava anche il datore di lavoro, che avrebbe successivamente tentato di regolarizzare la posizione dell’operaio registrandone l’assunzione con decorrenza dal giorno precedente all’incidente. Dalle indagini è inoltre emerso che i tre lavoratori erano privi di dispositivi di protezione. Secondo l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, l’autopsia avrebbe riscontrato fratture allo sterno, al bacino, al polso e all’osso sacro, compatibili con una caduta da una notevole altezza.

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