di Michele Vidone
La Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato beni per circa 1,7 milioni di euro a un imprenditore di Castellammare di Stabia attivo nel settore edile, ritenuto contiguo al clan camorristico D’Alessandro, e ai membri del suo nucleo familiare. Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe finanziato le attività criminali del clan e svolto un ruolo di intermediario con gli operatori economici del settore da avvicinare per imporre il racket. Le indagini della Compagnia di Castellammare di Stabia avrebbero fatto emergere elementi indicativi di una pericolosità qualificata, legata alla vicinanza alla camorra locale e ai rapporti tra le attività imprenditoriali e il contesto criminale.
Gli accertamenti patrimoniali relativi al periodo compreso tra il 1997 e il 2024 hanno evidenziato una presunta sproporzione tra i redditi dichiarati e il patrimonio riconducibile all’imprenditore e alla sua famiglia. Il decreto di sequestro, emesso dalla Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli, riguarda cinque unità immobiliari, un box auto, le quote societarie e l’intero patrimonio aziendale di due società operanti nell’edilizia, oltre a un deposito di risparmio.

