di Michele Vidone 

La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di cinque pregiudicati dell’area flegrea, accusati a vario titolo di estorsione, tentata estorsione e rapina aggravate dal metodo mafioso.

L’operazione, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e condotta dalla Squadra Mobile partenopea, ha ricostruito una vicenda estorsiva ai danni di un imprenditore del settore autonoleggio della provincia di Caserta, ritenuto vittima di un gruppo criminale considerato all’epoca dominante nella zona di Bagnoli.

Secondo gli investigatori, tutto sarebbe iniziato con un tentativo di truffa da parte di un esponente di spicco del clan, che avrebbe cercato di ottenere il noleggio di un’auto di lusso utilizzando documenti falsi. Dopo la scoperta del raggiro sarebbe scoppiata una colluttazione e il gruppo criminale avrebbe successivamente imposto all’imprenditore il pagamento di 10mila euro come presunto “risarcimento” per l’affronto subito.

In seguito, sempre secondo l’accusa, gli indagati avrebbero avanzato una nuova richiesta estorsiva da 285mila euro, sostenendo che la cifra dovesse compensare i danni derivanti da un incidente che aveva coinvolto una Lamborghini noleggiata dall’imprenditore a un cliente e che il clan sosteneva appartenere a un proprio boss.

Le indagini avrebbero però accertato l’assenza di qualsiasi documentazione che collegasse formalmente il veicolo agli esponenti del gruppo criminale, elemento che ha portato gli inquirenti a qualificare la richiesta come una vera estorsione.

Dopo il rifiuto dell’imprenditore di pagare l’ulteriore somma, alcuni uomini del gruppo avrebbero fatto irruzione nell’autonoleggio di Mondragone, arrivando con auto e scooter e con il volto coperto da passamontagna. Durante il raid si sarebbero impossessati di una vettura intestata alla moglie del titolare, parcheggiata nel piazzale dell’attività.

Determinanti per l’individuazione dei presunti responsabili sarebbero state le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate sia presso l’attività commerciale sia lungo i percorsi utilizzati dagli autori delle minacce e della rapina.

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