di Michele Vidone
È scontro a Napoli sulla riorganizzazione dei Centri di Salute Mentale dell’Asl Napoli 1 Centro. La Fp Cgil Napoli ha attaccato la Regione Campania e l’azienda sanitaria denunciando il rischio di un forte ridimensionamento dell’assistenza territoriale ai pazienti psichiatrici a partire dal prossimo 1 giugno.
Secondo il sindacato, la rimodulazione delle attività prevista dall’Asl, e collegata alle indicazioni della Direzione generale per la Tutela della Salute della Regione Campania, comporterebbe la cessazione della continuità assistenziale H24 garantita finora dai centri territoriali.
La Fp Cgil sostiene di essersi già opposta nelle settimane scorse al progetto, giudicandolo in contrasto con gli annunci sul rafforzamento della sanità territoriale. Per il sindacato, infatti, appare contraddittorio parlare di investimenti regionali per la medicina di prossimità e contemporaneamente ridurre servizi considerati essenziali per la salute mentale.
Secondo la Cgil, il provvedimento rischierebbe di compromettere oltre 20mila prestazioni annue rivolte ai pazienti psichiatrici nel territorio cittadino, incidendo soprattutto sulle fasce più fragili della popolazione.
“Risulta inspiegabile la scelta di depotenziare un servizio che ha garantito continuità assistenziale e presa in carico territoriale”, ha dichiarato Antimo Morlando, segretario generale Sanità Pubblica Fp Cgil Napoli. “È inconcepibile pensare di recuperare personale chiudendo servizi produttivi e fondamentali. Il personale si recupera assumendo nuovi operatori, non smantellando presidi di salute mentale”.
