Restano sotto osservazione i quattro casi sospetti di hantavirus segnalati in Italia, ma al momento tutti i test effettuati hanno dato esito negativo e nessuno dei soggetti monitorati presenta sintomi. Mentre proseguono i controlli sanitari e le attività di sorveglianza, alcune Regioni hanno iniziato a predisporre piani operativi e protocolli specifici per affrontare eventuali sviluppi dell’emergenza, anche se il rischio per la popolazione continua a essere considerato basso dalle autorità sanitarie internazionali.
È invece terminato il lockdown a bordo della nave da crociera Ambition, attraccata a Bordeaux, nel sud-ovest della Francia, dove l’allarme era scattato dopo la morte di un anziano passeggero. I circa 1.700 viaggiatori sono potuti sbarcare dopo che le analisi hanno escluso qualsiasi collegamento con l’hantavirus, confermando la presenza di un semplice episodio di gastroenterite. I passeggeri che presentano sintomi resteranno comunque in isolamento fino alla completa guarigione.
L’attenzione resta concentrata soprattutto sull’Andes virus, unico ceppo di hantavirus noto per la possibile trasmissione interumana. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Organizzazione mondiale della sanità, i casi complessivi monitorati sono saliti a undici: otto confermati, due probabili e uno ancora in fase di accertamento. Tre le vittime registrate finora, con un tasso di letalità del 27%, anche se l’Oms continua a valutare come “basso o molto basso” il rischio di diffusione nella popolazione generale.
In Francia tutti i 26 contatti di una persona risultata positiva sono stati sottoposti a test con esito negativo, ma resteranno sotto monitoraggio sanitario. Negativo anche il passeggero greco presente sulla nave, attualmente in quarantena ad Atene. In Italia, invece, i quattro casi sospetti riguardano persone che si trovavano sul volo Klm diretto a Roma sul quale viaggiava anche la passeggera successivamente deceduta. Nessuno è ricoverato e tutti risultano negativi, ma saranno sottoposti a nuovi controlli prima della fine del periodo di isolamento, considerato che il tempo di incubazione della malattia può arrivare fino a quaranta giorni.
Il ministero della Salute ha nel frattempo attivato il coordinamento con le autorità internazionali, allertando gli uffici di frontiera e definendo, attraverso una circolare emanata l’11 maggio, i criteri per identificare casi sospetti e confermati e le procedure operative da seguire. Le Regioni stanno procedendo in ordine sparso: la Calabria ha istituito una cabina di regia dedicata al coordinamento delle attività di prevenzione e sorveglianza, mentre il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha ribadito che esiste un piano emergenziale già pronto ma che non vi sono condizioni tali da richiedere ulteriori misure straordinarie. Sulla stessa linea anche il presidente della Lombardia Attilio Fontana, che ha assicurato come la Regione disponga già di un programma operativo definito in caso di peggioramento della situazione.
Nel frattempo la rete ospedaliera italiana inizia a dotarsi di tamponi e test sierologici specifici. L’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani, individuato come laboratorio di riferimento nazionale e regionale, ha confermato di avere già scorte sufficienti di materiali diagnostici, mentre le altre Regioni stanno individuando i rispettivi centri di riferimento per la gestione di eventuali casi futuri.

