di Michele Vidone 

A Pompei è stata fatta una nuova importante scoperta che permette di dare un’identità a una delle vittime dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. rinvenute nell’“Orto dei fuggiaschi”: si tratterebbe di un medico in fuga dalla città insieme ad altre persone.

L’identificazione è stata possibile grazie a nuove analisi diagnostiche condotte sui calchi conservati nei depositi del Parco archeologico di Pompei, utilizzando radiografie, TAC e ricostruzioni digitali. All’interno del calco di una delle vittime è stato individuato un piccolo astuccio con oggetti riconducibili all’attività medica, tra cui strumenti metallici compatibili con utensili chirurgici, una lastrina in ardesia probabilmente usata per preparazioni mediche o cosmetiche e altri elementi che rafforzano l’ipotesi professionale.

Il corredo comprendeva anche una borsa con monete in bronzo e argento e una cassettina con un sofisticato sistema di chiusura, tutti elementi rimasti nascosti per decenni e oggi analizzati con tecnologie avanzate, incluse scansioni TC e supporto dell’intelligenza artificiale.

Secondo il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, la scoperta racconta non solo la tragica fine della vittima durante la fuga dall’eruzione, ma anche la sua identità professionale, descrivendo una figura che portava con sé i propri strumenti di lavoro persino nel tentativo di salvarsi, probabilmente per ricostruire altrove la propria vita o aiutare altri.

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