di Michele Vidone
La Campania esce con un quadro complessivamente negativo dalla sesta edizione del rapporto del Sole 24 Ore sulla qualità della vita di bambini, giovani e anziani nelle 107 province italiane, presentato al Festival dell’Economia di Trento.
La provincia di Napoli mostra risultati contrastanti. Per la qualità della vita dei giovani si colloca nelle ultime posizioni nazionali, superando solo Barletta-Andria-Trani, Sud Sardegna e Taranto. Migliore invece il dato relativo agli anziani, dove Napoli si attesta a metà classifica, mentre per i bambini occupa il 94esimo posto.
Analizzando i singoli indicatori, Napoli ottiene risultati positivi nella partecipazione scolastica, nei servizi di prossimità e nel tasso di fecondità. Molto negativi invece i dati relativi allo spazio abitativo, alla presenza di mense scolastiche, alla copertura degli asili nido e ai servizi comunali per l’infanzia.
Sul fronte dei giovani, Napoli si distingue per l’imprenditorialità giovanile, ma registra dati molto critici per disoccupazione, numero di Neet e saldo migratorio. Per gli anziani, la provincia partenopea risulta ultima in Italia per speranza di vita a 65 anni, pur ottenendo buoni risultati nei servizi commerciali di prossimità.
Anche le altre province campane evidenziano difficoltà diffuse. Benevento risulta la migliore della regione per qualità della vita di giovani e bambini, ma crolla nelle classifiche dedicate agli anziani. Avellino, Caserta e Salerno presentano a loro volta indicatori problematici, soprattutto nei servizi sociali, nell’occupazione giovanile e nell’assistenza agli over 65.
Tra i dati più critici emergono la scarsa copertura degli asili nido, i livelli di disoccupazione giovanile, la carenza di servizi per anziani e la bassa speranza di vita in diverse aree della regione.
