Il centrosinistra, nella prospettiva di una nuova legge elettorale, potrà essere competitivo soltanto ampliando la propria base oltre l’attuale perimetro del cosiddetto campo largo. Ne è convinto Matteo Renzi che, in un’intervista al Corriere della Sera, torna a rivendicare il ruolo decisivo dell’area riformista, sostenendo che l’alleanza composta da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, pur unita, non sarebbe sufficiente a conquistare la maggioranza.
Secondo il leader di Italia Viva, l’aggregazione delle tre forze politiche si fermerebbe infatti intorno al 40 per cento dei consensi, una quota che, a suo giudizio, renderebbe indispensabile il contributo di un’area centrista capace non solo di garantire la vittoria elettorale, ma anche di assicurare stabilità all’azione di governo. Renzi individua in questo spazio politico il luogo nel quale portare avanti temi come il garantismo, il rientro dei giovani italiani emigrati all’estero, l’aumento degli stipendi e gli investimenti nella cultura, sottolineando che il confronto dovrà svilupparsi innanzitutto sui contenuti.
L’ex presidente del Consiglio guarda inoltre alla possibilità che la coalizione individui un candidato unitario alla guida del governo e ribadisce il proprio sostegno allo strumento delle primarie, considerate il metodo più efficace per affidare la scelta direttamente agli elettori. Italia Viva, assicura, presenterà un proprio candidato qualora il centrosinistra decidesse di ricorrere a questa consultazione. Renzi spiega di guardare con interesse alle esperienze amministrative maturate da alcuni sindaci, pur evitando di indicare esplicitamente nomi come quelli di Silvia Salis o Gaetano Manfredi, rinviando ogni decisione alla prossima edizione della Leopolda, in programma dal 2 al 4 ottobre, quando si concluderà il percorso delle cosiddette “primarie delle idee” e verrà annunciato il candidato sostenuto dal partito.
Il leader di Italia Viva esclude invece un proprio ritorno in prima linea come guida dell’area riformista, precisando di voler offrire un contributo politico senza ricoprire ruoli di leadership personale. A motivare questo impegno, spiega, è la volontà di evitare uno scenario istituzionale che possa vedere Giorgia Meloni eletta al Quirinale e Roberto Vannacci alla guida del Governo, prospettiva che definisce motivo di forte preoccupazione.
Renzi ribadisce inoltre la scelta di non candidarsi attraverso il listino del premio di maggioranza, sostenendo di non voler essere eletto grazie ai voti del Movimento 5 Stelle o di Alleanza Verdi e Sinistra, una soluzione che ritiene incompatibile con la propria storia politica. L’ex premier afferma di voler eventualmente ottenere un seggio esclusivamente attraverso il consenso diretto raccolto da Italia Viva e dalla propria area politica.
Nel corso dell’intervista, Renzi interviene anche sulla vicenda Roggero, definendo «vergognosa» la strumentalizzazione politica di una tragedia che, a suo avviso, richiederebbe invece maggiore sensibilità e rispetto, criticando il clima di contrapposizione che si è sviluppato attorno al caso.
