di Michele Vidone 

Matteo Renzi invita il centrosinistra a restare unito e ad allargare la coalizione anche ad Azione di Carlo Calenda, sostenendo che senza una larga alleanza Giorgia Meloni potrebbe consolidare il proprio potere, puntando in futuro al Quirinale, mentre Roberto Vannacci potrebbe assumere un ruolo di primo piano nel governo. Secondo il leader di Italia Viva, con il nuovo sistema elettorale non ci sarebbe spazio per un terzo polo autonomo e, per questo, tutte le forze riformiste dovrebbero convergere nella stessa coalizione.

Carlo Calenda respinge con durezza l’appello, accusando Renzi di aver favorito la crescita politica di Vannacci e di agire esclusivamente per ottenere nuovi incarichi. Il leader di Azione ribadisce che il suo partito resterà al centro, senza aderire al progetto proposto da Renzi.

Anche la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno prende le distanze, affermando che oggi non esiste spazio né nel centrodestra né nel centrosinistra per un’area autenticamente europeista e riformista, soprattutto sui temi del sostegno all’Ucraina e dell’integrazione europea. Per questo rilancia il progetto di “Spazio Pubblico” come alternativa.

Vincenzo Spadafora, infine, propone la creazione di una costituente delle forze riformiste per unire le diverse iniziative politiche nate negli ultimi mesi. A suo avviso nessuna di esse è sufficientemente forte da sola, mentre Renzi, già presente in Parlamento, ha manifestato disponibilità a costruire un progetto comune con una leadership condivisa.

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