di Michele Vidone 

Giuseppe Conte attacca il centrodestra sostenendo che sia ossessionato da Roberto Vannacci, parlando di una vera e propria “psicosi”. Secondo il leader del M5S, la maggioranza avrebbe sfruttato il caso del gioielliere Mario Roggero per rincorrere posizioni più dure sulla sicurezza.

Conte critica anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, accusandolo di aver invaso le prerogative del Presidente della Repubblica sul tema della grazia, richiamando una sentenza della Corte Costituzionale che attribuisce al Capo dello Stato un ruolo centrale in materia.

Sulla legge elettorale, Conte definisce quanto accaduto in Parlamento una “commedia delle parti”: sostiene che Giorgia Meloni abbia prima sostenuto una riforma con candidati bloccati e poi simulato di voler reintrodurre le preferenze con un emendamento che, a suo giudizio, non le prevedeva realmente. A suo avviso, la bocciatura sarebbe stata favorita anche dal malcontento di parte della maggioranza.

Infine, Conte ipotizza che il governo possa ripresentare la riforma al Senato e successivamente riportarla alla Camera approvandola con voto di fiducia, definendo questa eventualità un’ulteriore forzatura nel modificare le regole elettorali a ridosso del voto.

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