di Michele Vidone
A Procida un ragazzino di 13 anni è stato fermato dai carabinieri con 1.550 euro in contanti e alcuni gioielli nascosti nello zaino. Il giovane non ha saputo spiegare la provenienza del denaro e dei monili, che poco dopo i militari hanno accertato essere stati sottratti a un’anziana di 83 anni, vittima della truffa del finto carabiniere.
La refurtiva è stata restituita alla donna, mentre il 13enne è stato accompagnato in caserma e successivamente affidato ai familiari. La vicenda è stata segnalata alla Procura per i minorenni di Napoli, anche se, vista l’età, il ragazzo non è imputabile.
I carabinieri avevano intensificato i controlli sull’isola dopo diverse segnalazioni relative a tentativi di truffa. Il raggiro, secondo quanto ricostruito, seguiva uno schema ormai noto: al telefono la vittima veniva contattata da qualcuno che si presentava come un carabiniere e le raccontava di una presunta rapina in banca. Le veniva quindi chiesto di mostrare denaro e gioielli per verificare che non fossero quelli rubati.
Proprio durante i controlli i militari hanno notato il 13enne aggirarsi per strada. Alla richiesta di spiegazioni, il ragazzo ha raccontato di essere in attesa di un taxi. Il controllo dello zaino ha però fatto emergere i 1.550 euro e i gioielli, riconducibili alla 83enne.
Particolarmente delicata anche la situazione familiare del minorenne: i genitori sono separati, il padre si trova in carcere e il ragazzo vive a Napoli con la nonna, la madre e la sorellina. I militari hanno dovuto rintracciare la nonna, poiché la madre si trovava in vacanza nel Lazio, prima di poter procedere all’affidamento del 13enne ai familiari.
