Esistono luoghi che si possono visitare, date che si possono verificare e fatti che nessuno mette in discussione. E poi ci sono storie che non compaiono nei resoconti ufficiali, ma che continuano a tornare. Cambiano nomi, lingue e secoli, attraversano epoche e continenti, conservando però una forma sorprendentemente simile, troppo precisa per essere liquidata come una semplice coincidenza.

È questo il territorio esplorato da «Dieci storie terribili realmente accadute (forse)» di Enrico de Po Mongelli, una raccolta di dieci racconti ambientati in contesti reali e costruiti attraverso dettagli storici accurati e testimonianze tanto plausibili da lasciare aperta ogni possibilità.

Un villaggio irlandese flagellato dalle tempeste, un treno che non dovrebbe trovarsi su quei binari, una misteriosa passeggera salita in auto nel cuore della notte, una porta che nessuno riesce a tenere chiusa. Dieci storie, dieci voci provenienti da diverse parti del mondo, accomunate da un elemento: si muovono sul confine sottile tra ciò che è realmente accaduto e ciò che, forse, continua ancora ad accadere.

Il libro non chiede necessariamente al lettore di credere all’impossibile. Al contrario, lascia spazio al dubbio e affida alla suggestione il compito di insinuarsi lentamente nella narrazione. Perché proprio quando una storia sembra ormai conclusa, resta la sensazione che qualcosa non sia stato spiegato fino in fondo.

E così, pagina dopo pagina, il lettore potrebbe iniziare a riconoscere alcuni segnali, a interrogarsi sulle coincidenze e persino a guardare con occhi diversi gli ambienti familiari che lo circondano.

Perché alcune storie possono essere raccontate e archiviate. Altre, invece, sembrano avere l’inquietante abitudine di tornare.

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