di Michele Vidone
Il processo per la morte di Domenico Caliendo, il bambino di quasi due anni e mezzo deceduto dopo un trapianto di cuore fallito al Monaldi di Napoli, inizierà a fine settembre. I genitori, Patrizia Mercolino e Antonio Caliendo, chiedono giustizia e dichiarano di voler guardare negli occhi i responsabili di quanto accaduto.
La madre ha presentato alla Camera il libro “Un cuore bruciato. La tua storia. Per non dimenticare”, in cui racconta la vicenda del figlio, dall’attesa del trapianto ai dubbi sull’intervento e alle difficoltà emerse successivamente. La donna denuncia di essersi sentita ingannata e sostiene che alla famiglia siano state nascoste informazioni importanti.
Il padre ha raccontato di aver reagito al dolore chiudendosi in sé stesso e di aver iniziato un percorso di psicoterapia anche per il bene degli altri due figli.
I genitori hanno inoltre difeso il loro avvocato Francesco Petruzzi dagli attacchi sulla trattativa per il risarcimento con l’ospedale Monaldi, spiegando che l’obiettivo è chiudere questo capitolo per concentrarsi sul processo penale.
Alla presentazione del libro, la pm Annalisa Imparato ha sottolineato che il caso rappresenta un monito per la sanità italiana, richiamando l’importanza della centralità del paziente e dei problemi legati alla comunicazione nelle équipe mediche, oltre al rischio di valutare la sanità solo attraverso numeri e statistiche.
