di Michele Vidone 

La Protezione civile della Regione Campania ha messo in campo due autobotti, una vasca per il rifornimento idrico dei mezzi aerei e 20 volontari a supporto delle operazioni di spegnimento dell’incendio divampato nell’area industriale di Airola, nel Beneventano. «Siamo operativi fin dalle prime fasi dell’emergenza – afferma l’assessora regionale alla Protezione civile Fiorella Zabatta – in stretto raccordo con i vigili del fuoco, con il Centro operativo comunale di Airola e con i centri di coordinamento dei soccorsi attivati dalle Prefetture di Benevento e Avellino». Le due autobotti garantiscono il necessario supporto idrico alle operazioni, integrando i mezzi già impegnati dai vigili del fuoco, mentre la vasca situata in località Fizzo di Airola viene utilizzata per il rifornimento dei mezzi aerei impegnati nello spegnimento dei focolai. I 20 volontari della Protezione civile sono inoltre impegnati nelle attività di supporto alla popolazione, sulla base delle esigenze segnalate dal Centro operativo comunale. «La situazione resta complessa e le attività proseguono senza sosta», sottolinea Zabatta, spiegando di aver chiesto un momento di coordinamento tra le tre Prefetture interessate, alla luce dell’estensione degli effetti dell’incendio su un territorio che coinvolge più province. L’incontro è stato convocato per venerdì 4 settembre dalla Prefettura di Benevento, con la partecipazione delle Prefetture di Caserta e Avellino, per condividere il quadro della situazione e coordinare le ulteriori azioni necessarie a tutela dei territori e delle popolazioni coinvolte. Intanto arrivano i primi risultati del monitoraggio ambientale dell’Arpac, con valori di diossine pari a circa il doppio della soglia di riferimento. Il primo ciclo di campionamento, effettuato nell’arco di 24 ore tra il 31 agosto e il primo settembre nei pressi del luogo dell’incendio, ha rilevato una sommatoria di concentrazioni di diossine, furani e policlorobifenili diossina-simili aerodispersi pari a 0,28 picogrammi per metro cubo, a fronte di un valore di riferimento di 0,15. La nube di fumo sprigionata dal rogo ha interessato numerosi comuni anche al di fuori della provincia di Benevento. Sono attesi ulteriori risultati dai campionatori installati ad Arienzo, nel Casertano, Bucciano, nel Beneventano, e Rotondi, in provincia di Avellino, oltre ai primi dati del laboratorio mobile posizionato nei pressi dell’area dell’incendio, che consente di rilevare le concentrazioni orarie di diversi inquinanti atmosferici, tra cui monossido di carbonio, ossidi di azoto, particolato, benzene, toluene e xilene. Il monitoraggio prosegue in collaborazione con le Prefetture e le altre autorità competenti, mentre restano in corso le operazioni di spegnimento dei focolai residui. Ancora da chiarire le cause del rogo, per le quali non viene esclusa neppure l’ipotesi di un’origine dolosa. Sul caso interviene anche il deputato di Forza Italia Francesco Maria Rubano, che annuncia un’interrogazione parlamentare e riferisce di aver informato il ministro dell’Ambiente e il presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle Ecomafie. «Sto seguendo con la massima attenzione l’evoluzione dell’incendio e le possibili conseguenze sulla salute dei cittadini e sull’ambiente della Valle Caudina», afferma Rubano, assicurando di essere in costante contatto con gli amministratori locali di Airola e ribadendo che «la tutela della salute dei cittadini viene prima di tutto». Anche Sinistra Italiana Campania annuncia un’interrogazione parlamentare, attraverso il deputato Franco Mari, al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e al ministro della Salute. L’obiettivo è fare chiarezza sulle cause dell’incendio, sulle condizioni del sito prima del rogo e sui controlli e sulle misure di vigilanza e messa in sicurezza predisposti in precedenza. Sinistra Italiana chiede inoltre un monitoraggio ambientale e sanitario straordinario dell’area, la pubblicazione tempestiva dei risultati delle analisi su aria, acqua e suolo e, in caso di contaminazione, le risorse necessarie per la messa in sicurezza e la bonifica. Il partito esprime infine sostegno all’iniziativa annunciata dai Comuni di San Martino Valle Caudina, Montesarchio, Pannarano e Roccabascerana di rivolgersi alla Procura della Repubblica, chiedendo al Governo risposte chiare sui possibili rischi per la salute delle comunità della Valle Caudina.

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