di Michele Vidone
Il Comune di Napoli punta ad approvare entro la fine di giugno una delibera di indirizzo per regolamentare la movida cittadina con norme uniformi su tutto il territorio. Ad annunciarlo è stato il sindaco Gaetano Manfredi, che ha spiegato come l’obiettivo sia quello di coniugare il diritto dei giovani alla socialità con il rispetto della convivenza civile. Secondo il primo cittadino, la movida rappresenta anche un fattore di riqualificazione urbana, ma occorre evitare eccessive concentrazioni in poche aree della città, favorendo invece una distribuzione più equilibrata dei luoghi di aggregazione, come potrebbe avvenire anche nel Centro Direzionale. La delibera dovrà quindi contemperare esigenze diverse attraverso una logica di dialogo e comprensione reciproca.
Sul fronte della sicurezza giovanile, il prefetto di Napoli Michele di Bari ha lanciato un appello a non abbassare la guardia sul fenomeno delle baby gang, definendolo una sfida sempre più complessa e ormai di rilievo nazionale. Secondo il prefetto, molti giovani finiscono per diventare vittime di dinamiche criminali che sfruttano il loro bisogno di appartenenza. Per contrastare il fenomeno è necessario un impegno corale delle istituzioni e della società civile, con l’obiettivo di trasformare le baby gang in un ricordo del passato.
Anche il sindaco Manfredi ha affrontato il tema, commentando i dati del rapporto “Parla” della Fondazione I Figli degli Altri, pubblicato dal Corriere del Mezzogiorno, secondo cui circa il 70% dei ragazzi napoletani tra i 13 e i 18 anni intervistati ha dichiarato che entrerebbe in una baby gang per sentirsi accettato. Il sindaco ha sottolineato come il problema riguardi tutte le grandi aree urbane e sia alimentato anche da modelli sociali distorti diffusi attraverso i social network. A suo giudizio, l’unica risposta efficace passa attraverso il lavoro educativo, il coinvolgimento delle famiglie e la promozione di esempi positivi, come quelli offerti dallo sport, dal volontariato e dalle attività delle parrocchie. Pur riconoscendo la gravità del fenomeno, Manfredi ha evidenziato che in città esistono molte esperienze virtuose che meritano di essere valorizzate.
