di Michele Vidone 

L’autonomia differenziata in materia di Protezione civile rappresenta un’applicazione diretta della Costituzione e non è un obbligo imposto dallo Stato, ma una scelta rimessa all’iniziativa delle Regioni. Lo ha affermato il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, intervenendo in audizione davanti alle Commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato.

Musumeci ha ricordato che la Protezione civile rientra tra le materie di legislazione concorrente previste dalla riforma del Titolo V della Costituzione del 2001, approvata dal centrosinistra. “L’autonomia differenziata non è obbligatoria, né imposta dallo Stato: forma oggetto di libera iniziativa regionale, cui deve corrispondere l’avvio di un dialogo a livello governativo nel rispetto del principio di leale collaborazione istituzionale”, ha dichiarato.

Sullo stesso tema è intervenuto anche il ministro della Salute, Orazio Schillaci, secondo il quale una maggiore autonomia può essere un’opportunità solo a condizione che non vengano compromessi i Livelli essenziali di assistenza (Lea) e l’equilibrio finanziario del Servizio sanitario nazionale.

“La sanità è il luogo dove si misura l’effettività del diritto fondamentale alla salute e la capacità dello Stato di garantire livelli uniformi di tutela su tutto il territorio nazionale”, ha sottolineato Schillaci nel corso dell’audizione dedicata all’esame degli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia.

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