di Michele Vidone

Gli allergologi fanno chiarezza sul caso del ragazzo morto a Casoria dopo aver mangiato un gelato, precisando che non si è trattato di intolleranza al lattosio, ma di una possibile grave reazione allergica alle proteine del latte.

Secondo Vincenzo Patella, presidente della Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica (Siaaic), le due condizioni sono profondamente diverse: l’intolleranza al lattosio provoca disturbi gastrointestinali ma non è pericolosa per la vita, mentre l’allergia può scatenare uno shock anafilattico potenzialmente letale.

In questi casi, spiega l’esperto, il rischio è un collasso cardiovascolare che impedisce il corretto afflusso di sangue agli organi vitali. Il cortisone, spesso utilizzato nei primi interventi, non è sufficiente perché agisce troppo lentamente.

Il trattamento salvavita in caso di anafilassi è invece l’adrenalina auto-iniettabile, che dovrebbe essere sempre disponibile per i pazienti allergici e utilizzata immediatamente ai primi sintomi.

Patella sottolinea inoltre che in Italia si registrano ogni anno tra 40 e 60 decessi per shock anafilattico, ma il numero reale potrebbe essere più alto per mancanza di notifiche complete.

Infine, viene rilanciata la proposta di istituire un registro nazionale delle anafilassi gestito dall’Istituto superiore di sanità, per migliorare prevenzione, monitoraggio e gestione delle emergenze allergiche.

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