di Michele Vidone 

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha presentato una querela contro Dagospia per quella che definisce una “continuativa, massiva, seriale e persistente campagna diffamatoria” legata al caso della giornalista Claudia Conte. Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, la denuncia punta anche a verificare l’eventuale esistenza di una regia dietro la diffusione della vicenda, ritenuta lesiva della reputazione personale, professionale e istituzionale del ministro. I legali di Piantedosi contestano al sito diretto da Roberto D’Agostino di avere insinuato favoritismi e incarichi pubblici ottenuti illegittimamente da Conte. Dagospia replica sostenendo di avere semplicemente svolto il proprio lavoro giornalistico e invita il ministro a chiarire la natura del rapporto con la giornalista.

La querela ha provocato reazioni politiche da parte delle opposizioni. Il Pd, attraverso Stefano Graziano, parla di un attacco del governo alla libertà di stampa e collega il caso al mancato pieno recepimento della direttiva europea anti-SLAPP contro le querele temerarie. Solidarietà a Dagospia è stata espressa anche dal leader di Azione Carlo Calenda, che giudica inopportuno l’uso di azioni legali da parte di un ministro contro un organo di informazione.

Critiche arrivano anche dal Movimento 5 Stelle. L’eurodeputato Pasquale Tridico definisce la querela un segnale di arroganza e sottolinea come il caso coincida con l’entrata in vigore dell’obbligo europeo di recepire la direttiva anti-SLAPP a tutela dei giornalisti dalle pressioni giudiziarie intimidatorie.

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