di Michele Vidone
Romano Prodi ha commentato con ironia la soddisfazione espressa da Giorgia Meloni per la risposta dell’Unione Europea sulla flessibilità di bilancio, sostenendo che la premier abbia ottenuto margini aggiuntivi solo a condizione di realizzare riforme che finora non sarebbero state attuate. Secondo l’ex presidente del Consiglio, attribuire all’Europa le responsabilità dei problemi interni può risultare conveniente sul piano politico.
Sul tema della difesa europea, Prodi ha ribadito la necessità di un esercito comune dell’Unione Europea, sostenendo che una maggiore integrazione consentirebbe una gestione più efficace delle risorse e una maggiore capacità di difesa. Ha inoltre affermato che la crisi dell’Alleanza Atlantica sarebbe stata provocata dall’atteggiamento del presidente statunitense Donald Trump, sottolineando che un’alleanza richiede un confronto tra partner e non la predominanza di un solo Paese.
Riguardo all’Ucraina, Prodi ha distinto nettamente il percorso di adesione all’Unione Europea da quello alla Nato. Ha spiegato che l’ingresso nell’Ue dovrà essere affrontato dopo la conclusione della guerra e che, a suo avviso, l’allargamento dell’Unione non rappresenterebbe un problema per la Russia, mentre l’adesione alla Nato avrebbe implicazioni diverse.
Parlando del centrosinistra, Prodi ha dichiarato di ritenere che Elly Schlein possa battere Giorgia Meloni alle elezioni, a condizione che riesca a costruire una coalizione ampia e inclusiva. Ha inoltre espresso scetticismo sulle primarie aperte, sostenendo che la leadership dovrebbe spettare al partito più forte della coalizione.
Sul tema fiscale, Prodi ha definito la patrimoniale una misura teoricamente valida ma politicamente difficilmente realizzabile. Ha osservato che il dibattito su tasse e immigrazione tende spesso a favorire la destra e ha invitato la sinistra europea a elaborare un progetto credibile per ridurre le disuguaglianze e promuovere una maggiore equità sociale.
