di Michele Vidone
Una rete di truffatori con base a Napoli, ma attiva in diverse regioni italiane, è stata smantellata dai Carabinieri della Compagnia di Trieste insieme ai colleghi di Napoli e di altri territori. L’operazione ha portato complessivamente all’arresto di otto persone e alla denuncia di altre 19, mentre gli investigatori hanno accertato 18 truffe ai danni soprattutto di anziani e persone fragili, recuperando circa 50mila euro ritenuti provento dei raggiri.
È l’operazione “Fumo del Vesuvio 2”, che arriva dopo una precedente indagine condotta nel marzo 2025 e culminata con dieci arresti e 29 denunce per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di truffe, anche attraverso il collaudato metodo del “finto carabiniere”.
Nella nuova fase dell’inchiesta, coordinata dai militari dell’Arma, sono state eseguite ordinanze di custodia cautelare a Napoli, Caserta, Isernia e Salerno. Tre persone, ritenute ai vertici dell’associazione, sono state arrestate, mentre per altre tre è stato disposto l’obbligo di dimora. Altre dieci persone sono state denunciate.
Le indagini sono partite nel 2025 dopo due episodi avvenuti nel giro di poche ore nel territorio di Trieste. Il 25 gennaio, ad Aurisina, un giovane trasfertista aveva tentato di raggirare una coppia di anziani, ma i due si erano accorti della truffa e avevano fatto fallire il piano.
Il giovane, seguendo le indicazioni ricevute telefonicamente dai presunti mandanti, si era quindi spostato in taxi fino a Muggia. Qui avrebbe approfittato di un momento di distrazione per sottrarre denaro e gioielli a un’anziana, riuscendo poi a fuggire.
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Trieste sono riusciti a identificarlo nel giro di pochi giorni. Da quel primo tassello gli investigatori hanno ricostruito la rete di contatti, risalendo ai presunti mandanti e agli altri componenti dell’organizzazione.
L’operazione ha così permesso di delineare un sistema strutturato che utilizzava giovani trasfertisti per raggiungere le vittime in diverse città e mettere in atto raggiri studiati a distanza. Un’attività criminale che, secondo gli investigatori, aveva come obiettivo privilegiato persone anziane e soggetti particolarmente vulnerabili.
