Una molecola ibrida capace di agire contemporaneamente su due meccanismi chiave della sopravvivenza delle cellule tumorali potrebbe aprire nuove prospettive nella lotta al tumore del polmone, tra le principali cause di morte oncologica a livello globale. È il risultato di uno studio tutto italiano che coinvolge l’Università di Napoli Federico II, l’Università di Salerno e il Cnr di Milano, e che è stato pubblicato sulla rivista Cancer Communications, considerata un punto di riferimento nel settore per l’alto impatto scientifico.

La ricerca, coordinata da Francesco Sabbatino, Luciana Marinelli e Daniela Arosio, descrive lo sviluppo di una nuova molecola in grado di svolgere una doppia funzione: da un lato bloccare una proteina che consente alle cellule tumorali di eludere la risposta immunitaria, dall’altro utilizzarla come veicolo per introdurre selettivamente all’interno delle cellule cancerose un composto che interferisce con il loro metabolismo energetico. In questo modo, le cellule malate vengono colpite su un doppio fronte, indebolendo sia le loro difese immunitarie sia la loro capacità di produzione energetica.

Secondo quanto spiegato dai ricercatori, il principio alla base della scoperta è quello di sfruttare la maggiore “avidità energetica” delle cellule tumorali rispetto a quelle sane, utilizzando questa caratteristica come punto debole per renderle più vulnerabili all’attacco del sistema immunitario. Le cellule non cancerose, avendo un metabolismo meno intenso, risultano infatti meno esposte agli effetti del trattamento.

Nei test di laboratorio la molecola ha mostrato una buona efficacia e un’elevata selettività nell’eliminazione delle cellule tumorali, con un impatto limitato sui tessuti sani, elemento considerato particolarmente promettente dagli autori dello studio. Pur trattandosi ancora di risultati preclinici, la ricerca viene indicata come un possibile passo avanti nello sviluppo di nuove strategie terapeutiche mirate contro il carcinoma polmonare, in un ambito in cui l’integrazione tra immunoterapia e targeting metabolico rappresenta una delle frontiere più avanzate dell’oncologia moderna.

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