di A. Piccirillo
SANT’ANTIMO — I fumi dei fumogeni squarciano il grigio dell’asfalto, gli striscioni srotolati in piazza gridano dignità e la voce di centinaia di studenti fa tremare il silenzio della provincia. Non si tratta di una semplice manifestazione studentesca, ma di un vero e proprio grido d’allarme che da Sant’Antimo si solleva fino a unire idealmente l’intero Paese. La protesta contro il caro vita, l’impennata inarrestabile del costo dei carburanti e l’inflazione che sta soffocando i bilanci familiari è arrivata al punto di non ritorno.
La stangata della scuola: il peso sui bilanci familiari
Al centro della mobilitazione dei giovani santantimesi non c’è solo l’aumento dei beni di prima necessità e dei carburanti — che sta azzerando il potere d’acquisto di lavoratori e pendolari —, ma una ferita aperta che colpisce al cuore la vita di tutti i giorni: la sostenibilità economica del diritto allo studio.
Oggi, per le famiglie italiane e in particolare per quelle del territorio campano, mandare i propri figli a scuola è diventato una vera e propria stangata. Tra libri di testo dal costo sempre più elevato, corredo scolastico, dizionari, materiale didattico e abbonamenti ai trasporti pubblici, la spesa media a studente può superare facilmente i 1.200 – 1.400 euro all’anno. Una cifra insostenibile per genitori lavoratori o lavoratori precari, già messi a dura prova dalle bollette energetiche e dall’aumento della spesa alimentare.A Sant’Antimo la protesta contro il caro vita: «Mantenere un figlio a scuola sta diventando un lusso»
SANT’ANTIMO — I fumi dei fumogeni squarciano il grigio dell’asfalto, gli striscioni srotolati in piazza gridano dignità e la voce di centinaia di studenti fa tremare il silenzio della provincia. Non si tratta di una semplice manifestazione studentesca, ma di un vero e proprio grido d’allarme che da Sant’Antimo si solleva fino a unire idealmente l’intero Paese. La protesta contro il caro vita, l’impennata inarrestabile del costo dei carburanti e l’inflazione che sta soffocando i bilanci familiari è arrivata al punto di non ritorno.
La stangata della scuola: il peso sui bilanci familiari
Al centro della mobilitazione dei giovani santantimesi non c’è solo l’aumento dei beni di prima necessità e dei carburanti — che sta azzerando il potere d’acquisto di lavoratori e pendolari —, ma una ferita aperta che colpisce al cuore la vita di tutti i giorni: la sostenibilità economica del diritto allo studio.
Oggi, per le famiglie italiane e in particolare per quelle del territorio campano, mandare i propri figli a scuola è diventato una vera e propria stangata. Tra libri di testo dal costo sempre più elevato, corredo scolastico, dizionari, materiale didattico e abbonamenti ai trasporti pubblici, la spesa media a studente può superare facilmente i 1.200 – 1.400 euro all’anno. Una cifra insostenibile per genitori lavoratori o lavoratori precari, già messi a dura prova dalle bollette energetiche e dall’aumento della spesa alimentare.
I giovani in prima linea per le famiglie
Gli studenti del territorio non sfilano solo per la propria generazione, ma si fanno portavoce e scudo delle proprie famiglie. Il rincaro sconsiderato del diesel e della benzina penalizza doppiamente chi si deve spostare quotidianamente per lavoro o per studio, trasformando anche il tragitto casa-scuola o casa-lavoro in una tassa mascherata.
I cori e la determinazione visti nelle strade di Sant’Antimo testimoniano come la rabbia si sia trasformata in proposta e testimonianza civile. La richiesta che s’innalza forte dalla piazza è chiara e diretta alle istituzioni: servono interventi urgenti contro l’inflazione, tetti ai prezzi dei libri di testo, trasporti gratuiti per gli studenti e agevolazioni concrete per le famiglie a reddito medio e basso.


