di Michele Vidone 

L’Azienda Napoletana Mobilità (Anm) è uscita ufficialmente dal concordato preventivo dopo quasi nove anni, a seguito della conclusione del piano di risanamento approvato nel 2019. Il Tribunale di Napoli ha dichiarato chiusa la procedura, certificando il rispetto di tutti gli impegni verso i creditori. Grazie ai risultati economici ottenuti, l’azienda verserà inoltre altri 14 milioni di euro ai creditori, come previsto dalle clausole premiali del piano.

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha definito il risultato una tappa fondamentale, sottolineando che il risanamento è stato accompagnato da un significativo potenziamento del servizio, con l’aumento dei passeggeri, dei chilometri percorsi e delle assunzioni. Ha ricordato che il Comune ha ereditato circa 200 milioni di euro di debiti, tutti ripagati senza ridurre i servizi, ma anzi ampliandoli. L’obiettivo dell’amministrazione è mantenere Anm interamente pubblica e continuare a investire nello sviluppo dell’azienda.

I dati illustrati da Anm mostrano una crescita del valore della produzione, passato da 209 a oltre 252 milioni di euro tra il 2023 e il 2025. Nello stesso periodo sono aumentati anche il trasporto pubblico locale e i ricavi del settore traffico e sosta. Dal 2020 al 2025 i chilometri percorsi dai mezzi sono cresciuti del 65%, mentre sulla Linea 1 della metropolitana i passeggeri sono più che raddoppiati rispetto al 2022. Tra le novità degli ultimi anni figurano anche l’entrata in esercizio della Linea 6 e dell’ascensore di Monte Echia.

Per il futuro l’azienda punta sulla transizione ecologica, con un piano di investimenti da 180 milioni di euro finanziato dal Pnrr che prevede, entro il 2026, l’acquisto di 302 autobus elettrici, la riqualificazione dei depositi, nuove infrastrutture di ricarica e sistemi di manutenzione intelligente, oltre all’estensione dei servizi digitali e del sistema Tap&Go.

L’assessore alla Mobilità Edoardo Cosenza ha confermato la collaborazione con la Regione Campania, annunciando un contributo per le manutenzioni e l’attesa di nuovi fondi europei Fesr destinati allo sviluppo della rete metropolitana. Ha inoltre escluso aumenti dei prezzi dei biglietti, nonostante l’adeguamento tariffario deliberato dalla Regione, affermando che Napoli continuerà a mantenere tra le tariffe del trasporto pubblico più basse d’Italia e ribadendo che non è previsto alcun ingresso di soggetti privati nella gestione di Anm.

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