Oltre 700 cittadini, insieme ai sindaci dei Comuni flegrei, sono scesi in piazza nella Capitale per chiedere al Governo risposte concrete e misure strutturali in grado di affrontare le conseguenze del bradisismo, con l’obiettivo di superare una gestione dell’emergenza finora concentrata sulle necessità immediate e di garantire al territorio strumenti adeguati per convivere con un fenomeno che da anni condiziona la vita quotidiana della popolazione. La mobilitazione, promossa dalla rete Campi Flegrei – Uniti nella lotta, si è svolta con un corteo partito dal Colosseo e diretto verso piazza Santi Apostoli, mentre tredici autobus, provenienti da Pozzuoli e Bacoli, hanno accompagnato nella capitale cittadini, comitati e rappresentanti delle comunità locali, decisi a ottenere l’inserimento delle proprie richieste nel prossimo decreto governativo dedicato alla crisi flegrea, atteso, secondo quanto riferito al termine degli incontri istituzionali, entro dieci giorni.
Al centro della protesta vi è la necessità di trasformare le richieste avanzate nei mesi scorsi in un programma organico di interventi, che comprenda il sostegno alle famiglie sfollate, la messa in sicurezza delle abitazioni e degli edifici pubblici, lavori urgenti nelle scuole e lungo i costoni maggiormente esposti al rischio, nonché risorse adeguate per il personale impegnato nella gestione dell’emergenza, senza trascurare la richiesta di garanzie contro qualsiasi ipotesi di delocalizzazione forzata dei residenti. Una piattaforma articolata, dunque, che punta a ottenere non soltanto finanziamenti immediati, ma anche una strategia di lungo periodo capace di affrontare le fragilità del territorio e di tutelare il diritto dei cittadini a continuare a vivere nei propri quartieri in condizioni di sicurezza.
«Siamo qui a Roma non solo per il senso di responsabilità dimostrato in questi anni, ma soprattutto per dire che siamo pronti a costruire. Ma abbiamo bisogno di risorse», ha dichiarato il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, presente alla manifestazione insieme ai colleghi di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, di Quarto, Antonio Sabino, e di Monte di Procida, Salvatore Scotto di Santolo, tutti con la fascia tricolore a testimoniare la posizione condivisa delle amministrazioni locali. Per i primi cittadini, infatti, la gestione del bradisismo non può più essere affrontata esclusivamente attraverso provvedimenti temporanei, ma richiede un impegno finanziario e istituzionale continuativo, in grado di rispondere alle esigenze di una popolazione che vive da tempo in una condizione di incertezza.
La richiesta dei sindaci è che il nuovo decreto recepisca il lavoro svolto negli ultimi mesi dal tavolo tecnico coordinato dalla Prefettura di Napoli, nel quale sono state elaborate proposte e modifiche normative finalizzate a rendere più efficaci le misure di prevenzione e assistenza. «Il problema dei Campi Flegrei è un problema nazionale», ha sottolineato Manzoni, richiamando la necessità che la questione venga affrontata con una responsabilità che superi i confini dei singoli Comuni e coinvolga direttamente il Governo, sia sul piano delle risorse economiche sia su quello della programmazione degli interventi.
Sulla stessa linea il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, che ha insistito sull’importanza di tradurre in provvedimenti concreti il confronto istituzionale già avviato durante l’estate. «Nel nuovo decreto devono essere inseriti anzitutto i fondi e devono essere accolti gli emendamenti che abbiamo elaborato quest’estate, al termine di un lavoro impegnativo svolto in Prefettura alla presenza dei ministri», ha affermato, ribadendo come le aspettative delle comunità locali non possano essere soddisfatte da un semplice annuncio. «Dal Governo non vogliamo soltanto un decreto, ora vogliamo i contenuti», ha aggiunto, sintetizzando il senso di una protesta che punta a ottenere impegni verificabili e misure capaci di incidere concretamente sulle condizioni di vita dei residenti.
Nel corso della giornata, una prima delegazione composta dai quattro sindaci e da due rappresentanti dei comitati è stata ricevuta in Prefettura, ma l’incontro non è stato considerato sufficiente dai manifestanti, che chiedevano un confronto diretto anche con la Presidenza del Consiglio a Palazzo Chigi. Dopo diverse ore di interlocuzioni, una seconda delegazione ha quindi raggiunto la sede del Governo, dove il documento contenente le principali richieste del territorio è stato consegnato al capo di Gabinetto del ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, in un passaggio che ha consentito alla mobilitazione di ottenere un primo riscontro rispetto alla scadenza attesa per il provvedimento.
A consegnare il documento è stato Antonio Pollice, cittadino sfollato con disabilità, costretto ad abbandonare la propria abitazione a causa dell’emergenza e accompagnato dal suo caregiver, la cui presenza ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà affrontate dalle persone più vulnerabili, per le quali l’allontanamento dalla propria casa comporta conseguenze particolarmente complesse sul piano personale, assistenziale ed economico.
Proprio al termine dell’incontro è emersa l’indicazione temporale che ora concentra l’attenzione dei cittadini e delle amministrazioni locali. «Mi è stato assicurato che in 10 giorni si farà il decreto», è stato riferito dalla delegazione, lasciando aperta la fase decisiva della mobilitazione, quella in cui alle promesse dovranno seguire decisioni operative, stanziamenti e misure definite.
La manifestazione di Roma si chiude così con un impegno temporale che rappresenta un primo elemento di attesa per le comunità flegree, ma non ancora una risposta definitiva alle richieste avanzate. Per Pozzuoli, Bacoli, Quarto e Monte di Procida, la sfida resta quella di ottenere un provvedimento capace di affrontare non soltanto le conseguenze immediate del bradisismo, ma anche le vulnerabilità strutturali di un territorio densamente abitato, nel quale sicurezza, assistenza agli sfollati e tutela delle comunità dovranno diventare priorità concrete dell’azione pubblica.
