di Michele Vidone
Il tribunale di Napoli Nord ha condannato a tre anni di carcere Vittorio De Luca, 75 anni, per stalking aggravato dal metodo mafioso nei confronti di don Maurizio Patriciello, parroco della chiesa di San Paolo Apostolo a Caivano. Il 28 settembre dello scorso anno, durante la distribuzione dell’Eucaristia, l’uomo consegnò al sacerdote un proiettile avvolto nella carta, per poi allontanarsi ed essere successivamente bloccato e arrestato. L’aggravante mafiosa è stata riconosciuta dai giudici anche in considerazione del legame familiare dell’imputato con il boss di Caivano Domenico Ciccarelli, di cui è il suocero. De Luca, attualmente agli arresti domiciliari, è stato condannato al termine di un processo celebrato con rito ordinario, nonostante i tempi relativamente rapidi. Il pubblico ministero aveva chiesto una pena di quattro anni e otto mesi.
L’avvocato difensore Gabriele Roberto Cerbo ha annunciato appello, contestando in particolare l’applicazione dell’aggravante mafiosa e la mancata considerazione di cinque perizie effettuate in altri procedimenti, che avrebbero dichiarato De Luca incapace di intendere e di volere. In questo processo, tuttavia, la perizia disposta dal tribunale ha stabilito che l’imputato era capace di intendere e di volere e di partecipare al giudizio. In precedenza, il 75enne era stato assolto in un altro procedimento per una presunta minaccia al sacerdote con un coltello e deve affrontare altri due processi. Dopo l’episodio del proiettile, a don Patriciello era stata rafforzata la scorta. Il parroco aveva inoltre ricordato i legami familiari dell’uomo con il clan Ciccarelli-Sautto, attivo nell’area di Caivano e del Parco Verde.
