Gravina: «Il Governo non ha messo un euro per i vivai»
«Se anche avessimo avuto un nostro Yamal, oggi non avrebbe potuto giocare per la nostra Nazionale prima dei 18 anni: è troppo tardi. La verità è che il Governo non ha messo un euro per i vivai. Anzi. Nottetempo, una settimana fa è stato abolito il comma che destinava l’1% della mutualità al settore giovanile e scolastico per destinarlo al calcio femminile».
«Il calcio italiano vive una crisi di identità»
«In questi anni ho vissuto grandi notti, come quella di Wembley per gli Europei vinti. Le nazionali giovanili sono riuscite a ottenere un risultato memorabile, la vittoria del premio Burlaz. E poi la gestione sportiva, il sistema dei controlli, il codice di giustizia sportiva, la digitalizzazione della Figc, siamo un modello in ambito internazionale. La Figc ha riguadagnato centralità in Europa, con il suolo di vice presidente vicario, ma anche in ambito finanziario. Se ci guardiamo intorno, troviamo altri elementi di eccellenza nella reputazione della federazione. Ho vissuto anche amarezze: le mancate qualificazioni ai mondiali in primis». E poi l’elenco di cose impossibili da realizzare: «La quota dell 1-2% del fatturato delle scommesse, come avviene in tutta Europa. L’abolizione del divieto di sponsorizzazione delle aziende di betting, la tax credit, l’impossibilità di procedere alle riforme, l’Aia». E ancora: «Ho vissuto attacchi personali, frutto di un’operazione di dossieraggio. Siamo diversi e migliori di come alcuni ci descrivono. Il calcio italiano vive una crisi d’identità. Troppi instant team, perso di vista prospettiva sistemica. Il diritto di veto ha finito per divedere il nostro mondo: meglio difendere l’orticello che salvare il sistema. Sugli stadi siamo drammaticamente indietro: a poche settimane dalla scadenza siamo in forte apprensione per Euro 2032. Perdere questa occasione significherebbe perdere reputazioni per l’Italia intera, non per la Figc».
Gravina: «Scelta dimissioni è stata convinta»
Al via il discorso del presidente federale dimissionario, Gabriele Gravina. «La scelta delle dimissioni è stata convinta e meditata, oltre che sofferta – il suo esordio -. Una scelta di responsabilità personale. Restituisco il mandato perché il livello di personalizzazione aveva attinto il sistema, ho sentito il dovere perché la Figc nono venisse trascinata nel vortice. Ho anteposto il senso di responsabilità all’orgoglio personale».
Rieletti i consiglieri federali
Concluse le votazioni per i consiglieri federali. Di fatto si tratta di rielezioni, i nomi restano gli stessi: eletti Stefano Campoccia, Giorgio Chiellini e Giuseppe Marotta per la Serie A; Antonio Gozzi per la Lega B; Giulio Gallazzi per la Lega Pro; Ilaria Bazzerla, Giacomo Fantazzini, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini, Giuliana Tambaro per la Lega Nazionale Dilettanti. In rappresentanza degli atleti Valerio Bernardi, Davide Biondini, Umberto Calcagno e Sara Gama, mentre per i tecnici Giancarlo Camolese e Silvia Citta.
Protesta davanti all’hotel sede elettorale
Per «un calcio giusto e popolare»: questo il maxi striscione affisso da un gruppo di manifestanti davanti al Rome Cavalieri-A Waldorf Astoria Hotel, dove si sta svolgendo l’assemblea elettiva per il nuovo presidente della Figc. Chiedono misure su prezzi dei biglietti e orari di partite più favorevoli agli appassionati.

Cominciata l’assemblea
Iniziata ora l’assemblea elettiva. Il presidente è Mario Luigi Torsello. Presenti 245 delegati su 273, il 10% di assenti. Il totale dei voti è 460,038, rispetto ai 516 inizialmente previsti: per essere eletti basteranno dunque 231 voti complessivi. Va ricordato che il peso del voto di ogni delegato è differente: i delegati della Lega Serie A “pesano” 4,644 20, la Lega B 1,548, la Lega Pro 1,106 99, i Dilettanti 1,772 52, i calciatori 1,984 26, gli allenatori 1,984
Gravina: «Comunque andrà, lascio il calcio in buone mani»
È arrivato alle 10 anche il presidente dimissionario Gabriele Gravina, visibilmente emozionato. «Auguri ai due candidati, chiunque sia il nuovo presidente sono sicuro che il calcio continuerà ad essere in buone mani. Nel documento che avete letto tutti, ci sono le mie idee. Una cosa che avrei voluto fare e non ho fatto? Sarei dovuto andare via prima».
Si è riunita l’assemblea
L’assemblea dei delegati si è riunita: tre gli scrutini. Per essere eletto presidente, il candidato deve superare la soglia della metà più uno dei voti totali. I 273 delegati sono chiamati alle urne in una valutazione ponderata senza vincoli di mandato rispetto alle scelte dalle componenti cui appartengono. Il regolamento prevede un massimo di tre scrutini successivi per individuare il nuovo presidente.
Il voto sul nuovo presidente della Figc
L’assemblea elettiva della Figc sceglie oggi il presidente che guiderà la Federcalcio per il prossimo quadriennio. Il voto arriva al termine della gestione di Gabriele Gravina: sette anni terminati con le dimissioni dopo la mancata qualificazione della Nazionale ai mondiali. Al Rome Cavalieri-A Waldorf Astoria Hotel sono attesi in i 273 delegati delle sei componenti federali, pronti a definire il futuro della Federcalcio. Leggi QUI l’articolo completo
