di Michele Vidone 

Cresce la preoccupazione in Campania dopo i dati emersi sulla contaminazione delle acque sotterranee da sostanze cancerogene nelle province di Caserta, Napoli, Avellino e Salerno. Legambiente ha definito “necessaria e improrogabile” la richiesta della Regione alle Asl di avviare verifiche integrate, sottolineando i rischi legati all’utilizzo diretto delle falde per usi domestici, agricoli e per l’abbeveraggio degli animali. Secondo la presidente regionale Mariateresa Imparato è indispensabile delimitare con precisione le aree a rischio e informare le comunità potenzialmente esposte affinché possano adottare precauzioni in attesa delle bonifiche.

Sulla vicenda è intervenuto anche l’attivista di Acerra Alessandro Cannavacciuolo, che ha parlato di “violenza sistematica” contro il territorio e di una situazione “grave e documentata”. Ha ricordato che ad Acerra sono state registrate concentrazioni oltre dodici volte superiori ai limiti consentiti e ha denunciato il mancato utilizzo di due pozzi pilota per la decontaminazione della falda, costati oltre cinque milioni di euro e oggi vandalizzati nonostante le spese sostenute per la vigilanza.

In risposta all’emergenza, l’Asl di Caserta ha attivato un piano straordinario di monitoraggio e tutela sanitaria. Le maggiori criticità sono state rilevate a Villa Literno, dove partirà il progetto “Villa Literno Salute”, con screening gratuiti, visite specialistiche, unità mobili nelle piazze e controlli sulla filiera alimentare e zootecnica. Il piano sarà esteso anche ad altri comuni del Casertano, mentre per i pozzi privati già risultati contaminati scatteranno divieti immediati di utilizzo dell’acqua.

Il sindaco di Villa Literno, Valerio Di Fraia, ha precisato che i superamenti delle sostanze cancerogene riguardano pozzi privati e non la rete idrica comunale, utilizzata da uffici pubblici e scuole. Ha comunque chiesto ulteriori controlli e approfondimenti per capire l’origine della contaminazione, sottolineando come alcune sostanze riscontrate siano tipiche di aree industriali lontane dal territorio comunale, prevalentemente agricolo.

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