di Michele Vidone 

Le opposizioni hanno chiesto in Aula alla Camera un’informativa urgente dei ministri della Giustizia Carlo Nordio e dell’Interno Matteo Piantedosi dopo l’allarme lanciato dal procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Giovanni Melillo sulle nuove norme relative all’utilizzo delle intercettazioni.

Il deputato del Movimento 5 Stelle Federico Cafiero De Raho ha spiegato che Melillo, in una lettera inviata ai ministri e alla Commissione parlamentare antimafia, avrebbe evidenziato “gravi e allarmanti effetti” derivanti dalle modifiche al codice sull’utilizzo dei risultati delle intercettazioni in procedimenti diversi da quelli per cui erano state autorizzate. Secondo De Raho, le nuove regole rischiano di indebolire l’azione investigativa impedendo l’utilizzo di conversazioni relative a reati come peculato, corruzione, autoriciclaggio, reati societari e fiscali, spesso collegati alle attività delle organizzazioni mafiose.

Alla richiesta si sono associati anche Alleanza Verdi e Sinistra e Partito Democratico. Francesco Emilio Borrelli ha parlato del rischio di “rompere una diga” nella lotta alla criminalità organizzata e alla camorra, accusando il governo di voler proteggere i “colletti bianchi”. Federico Gianassi del Pd ha invece sottolineato le “gravissime criticità” evidenziate dal procuratore Melillo anche rispetto ad altri progetti di legge in discussione, come quello relativo al sequestro degli smartphone, chiedendo al governo di chiarire se intenda modificare le norme contestate.

Anche Forza Italia, con il deputato Pietro Pittalis, si è associata alla richiesta di un intervento del ministro Nordio in Aula, ma con l’obiettivo di “smentire le dichiarazioni strumentali” delle opposizioni sulla riforma delle intercettazioni.

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